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Oggi sono andata al mercatino di Natale con una amica a cui sono legata da quindici anni. Eravamo piccoline quando ci siamo conosciute e abbiamo stretto un’amicizia così forte che daallora non ci siamo più lasciate. Lei è la mia anima gemella. Condividiamo la passione per i mercatini e per gli oggettini così ogni anno andiamo a passeggiare tra le bancarelle, a chiacchierare a più non posso e a prendere un po’ di freddo, che cerchiamo di curare con tè caldo.

Tornata a casa, ho deciso di preparare qualcosa di buono e caldo e mi sono ricordata che qualche giorno fa avevo trovato su un giornale di cucina una crema di patate che mi ero ripromessa di fare. Mi ha colpito perchè per farla si usano le patate americane, quelle a pasta arancione che ho trovato dal fruttivendolo a Torino, e poi perchè è una ricetta della cucina ayurvedica. Tra i tanti sogni che ho c’è proprio quello di studiare medicine alternative a San Francisco e specializzarmi nella cura attraverso l’alimentazione. L’ayurveda è la medicina tradizionale indiana e mi affascina particolarmente perchè tende non solo alla cura ma anche alla prevenzione delle malattie attraverso l’adozione di uno stile di vita sano e il raggiungimento dell’armonia tra anima e corpo, interiorità ed esteriorità.

Devo poi fare una terribile confessione. Ieri la mia piccola allieva (che poi tanto piccola non è siccome l’anno prossimo compie diciasette anni ed è già più alta di me), si è vendicata di tutte le volte che in macchina l’ho costretta a sentire musica dell’altro secolo, e mi ha fatto ascoltare tutta, e dico tutta, la discografia di Fedez. Ora, chi mi conosce sa che il rap è lontano anni luce dai miei generi musicali preferiti, MA sfido chiunque ad ascoltare a ripetizione canzoni martellanti mentre si cerca di far quadrare espressioni di matematica e non farsi entrare in testa qualche brandello di testo. Beh, a me è successo e per tutto il pomeriggio ho continuato a canticchiare il testo dell’ultimo signolo e alla fine mi sono resa conto che LE PAROLE non mi dispiacevano. Anche Fedez non mi dispiace, devo dire. L’ho visto a X Factor e l’ho trovato tenero, è un piagnucolone dalla lacrima facile come me ed è molto maturo e sensibile. Porca polpetta, devo essere impazzita. Ad ogni modo c’è una frase del ritornello di questa maledetta canzone che sento particolarmente mia, ossia “E’ possibile abbia sogni sbagliati, un po’ illusi, al momento mi appartengono”. Sono illusa? Forse, ma mi hanno disegnata così, e mi piace esserlo.

Ingredienti

500 gr di patate dolci

1 carota

1 costa di sedano

2 foglie di alloro

100 gr di yogurt di soia

olio piccante

sale

mandorle

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Pelare le patate, tagliarle a fette e metterle a bagno in acqua fredda. Mondare e tagliare a pezzi regolari carota e sedano. Scaldare due cucchiai d’olio in una casseruola e farvi rosolare carota e sedano con l’allora. Unire le fettine di patata e ricoprire con acqua calda e proseguire la cottura per circa venti minuti, aggingendo acqua. Salare alla fine e togliere dal fuoco. Frullare tutto fino a ottenere una crema. Servire la crema condita con macchie di yogurt e mandorle tritate.

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