For the lost lovers and all the fixed games

Il fatto di ridurre la soia a ragù è un simpatico trucchetto per fare mangiare proteine vegetali a bambini capricciosi o a Roberto testone. Testone perché per partito preso non solo ha stilato una lista infinita di cibi che non vuole nemmeno assaggiare ma ha affiancato questa ad un elenco di altri alimenti che può tollerare solo se cucinati in un certo modo. E così, il pomodoro non lo mangia crudo ma se in passata sì. Di cipolla ed aglio non vuole nemmeno sentir parlare ma se li metti di nascosto nel soffritto nemmeno se ne accorge. I finocchi “per carità”, ma se per caso cadono in un minestrone e si confondono con altre verdure colorate non fa una piega. Insalta solo valeriana, tutto il resto rientra nella categoria “erba amara”. La frutta estiva in toto non gli piace ma se gli prepari una crostata di pesche se la mangia di gusto. Le fragole in particolare lo disgustano ma ne è goloso quando sono sotto forma di marmellata. I funghi solo nel risotto e non con le tagliatelle. Lo zenzero è l’anticristo ma io lo metto ovunque sotto forma di succo e dite che se ne accorge? Anche la zucca la tollera solo nel risotto, in vellutata “no, perché si sente troppo il sapore”. Cioccolato solo quelle amaro e possibilmente bello spesso, quello bianco è troppo dolce. Le spezie puzzano ma al ristorante tailandese ha mangiato di gusto. Il cous cous non gli piace ed è del tutto inutile fargli presente che si tratta di semola proprio come per la pastasciutta perché ti risponde che non gli piace la consistenza. Mele verdi sì, mele renette no. Per kaiser sì, pere williams no. È goloso di mandarini e si ritiene un vero intenditore tanto che se uno non gli piace particolarmente ti dice che è di certo spagnolo, ne è sicuro e a quel punto i tentativi di convincerlo del fatto che vengono dalla Sicilia e che c’era scritto al supermercato sono perdita di tempo: “hai visto male, stai più attenta!”. Lo yogurt solo al caffè. La minestra solo se senza pezzi grandi di verdure. Il prezzemolo “vade retro”, e peccato che è facilmente riconoscibile. Il vino solo spumante, il rosso non gli piace. L’acqua solo frizzante, naturale non lo disseta. Le alghe “per carita” ma se gliele metti in crema come condimento e lo spacci per paté di olive è una gran bontà. Gli spaghetti di soia solo se è ispirato, quelli di riso proprio no. Però gli gnocchi di riso sì. Cosa cambia? La consistenza, perbacco! Il gelato sì ma non di frutta, non dà soddisfazione. Il tofu sa di plastica e la soia in teoria anche, ma l’ultima volta che l’ho usata per fare il ragù e condire le tagliatelle, ha fatto il bis con tanto di battutine ironiche sul fatto che siccome la mangiavo anche io stavo tradendo la mia causa vegetariana.

Tra poco torna da Roma e rinuncia  alla pizza dell’autogrill per mangiar qui quindi gliene ho preparato un bel piattone!

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Ingredienti

200 gr di soia granulare

400 gr passata di pomodoro

1 cucchiaino di concentrato di pomodoro

sedano, carota e cipolla

olio

sale

2 foglie d’alloro

Mettere in ammollo in granulare di soia per circa venti minuti. Fare un battuto con sedano, carota e cipolla e metterlo in una padella con un po’ d’olio. Far soffriggere le verdure a fuoco basso finché la cipolla non sarà diventata trasparente. Aggiungere la soia, salare e poi aggiungere la passata e il concentrato. Far cuocere con coperchio mezz’oretta bagnando con un po’ di brodo di verdure se necessario.

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