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Trovare la bellezza ovunque è il piccolo ingrediente magico per la felicità. Quello che fa la differenza. Un po’ come il pizzico di sale nella torta di mele.

La verità è che la vita è meravigliosa. Tutto lo è. Tutto è ordine, armonia e amore. Amore come forza che regge l’universo, amore la legge suprema.

Ho un’infinità di sogni. Enormi, con ogni probabilità più grandi di me. Sono una piccola terrina stracolma di ingredienti di ogni sorta, che sembrerebbero addirittura in contrasto l’un con l’altro. Da quando son bambina in cima alla mia lista dei desideri c’è quello di trasformarmi in una nuvola soffice e leggera e tingermi qua e là di blu a forza di stare vicino al cielo. Sogno poi un meraviglioso matrimonio, sogno di avere tre bambini a cui dare i nomi dei miei genitori e dei miei nonni. Sogno di vivere una vita a piedi scalzi girando per il mondo. Sogno di diventare una principessa vivente a Disneyland Paris solo per vedere i visini e gli occhi luccicanti dei bambini e ricordarmi di quanto fossi meravigliata io la prima volta che ci sono stata di fronte a Topolino e Minnie in carne ed ossa. Sogno di diventare uno gnomo e vivere in una casetta ai piedi di una betulla, o di un cipresso tutt’al più. Sogno di aprire un piccola piccola pasticceria con il soffitto basso ed i muri color crema in un vicolo di Marsiglia e chiamarla “Con Dolcezza”. Sogno di dipingere il mondo con gli acquarelli, ma con colori assolutamente tenui.

Vivo in un mondo fatato. Apro gli occhi e inizio a sognare, più di quanto non faccia di notte a luci spente. Prendo il treno tre giorni a settimana di prima mattina e ancora fortemente assonnata amo guardare fuori dal finestrino e pensare a cose belle. Mi stupisco ogni volta per il fatto che nonostante percorra su quel vagone quella stessa strada da quasi quattro anni, mi sembra sempre di riuscire a scorgere qualche particolare nuovo. Una casetta, un recinto, un albero o un torrente mai visto prima. Se la sua traettoria non fosse ben determinata da quei binari penserei davvero di trovarmi ogni volta in un posto diverso.

Ho l’impressione che questa vena sognatrice, spesso ingenua, sia dovuta all’essere cresciuta a pane e cartoni Disney. Tanto pane e grissini, che mangiavo assieme al mio grande cane Benjo, e tante videocassette di principesse ed amori a lieto fine. Li ho visti tutti quanti, tutti quanti più volte, so interi dialoghi a memoria e sono in grado di cantarne tutte le colonne sonore. A volte le guardo ancora ora, quasi vent’anni dopo. Le mie videocassette impolverate hanno un nonsochè di magico che i moderni DVD non possono che invidiare. Un po’ come i miei vinili. Un paio di anni fa per Natale mi hanno regalato un giradischi vintage ed io ero immensamente felice! Finalmente avrei potuto riascoltare la musica sgualcita. E che meraviglia pensare quanto amore venga scatenato dall’incontro di un grosso disco nero ed una fragile puntina. Quei dischi sono un’eredità del mio papà e suonano tutti musica anni ’60-’70: si passa dai Beatles, a Neil Young, a Paul Simon, con alcune punte di Bruce Springsteen e di Tom Waits. Li adoro da sempre, da quando ero piccola, prima di tutto perchè erano di papà, e poi anche perchè in quanto a musica non riesco a stare al passo con i tempi.. e, a pensarci bene, forse non riesco a stare al passo con i tempi proprio in generale.

Ho una vera passione per le nuvole. A volte mi perdo a guardarle fuori dalla finestra, là in alto, fuori dal mondo, candide eteree, quasi evanescenti, tanto che basta un soffio di vento a far perder loro la forma e a far spargere pezzetti bianchi qua e là, quasi si trattasse di farina OO. Mi piace mettere alla prova la mia immaginazione e provare a pensare a cosa potrebbero somigliare. Per lo più sono simili a cuori, almeno quelle che vedo io. Inoltre è da quando sono piccola che non faccio che ripetere che se proprio non mi è possibile trasformarmi in una di loro, per lo meno mi piacerebbe sdraiarmici sopra. Mi reggerebbero, ne ho la certezza. E io potrei starmene lassù a guardare il sole dritto dritto in faccia. Per una volta non sarebbe timido e mi permetterebbe di vederlo senza abbagliarmi, ne ho la certezza.

Adoro i bambini, davvero. Non appena ne vedo uno non resisto alla tentazione di giocarci assieme. Mi piace la loro spontaneità, la loro spensieratezza, la loro ingenuità, la loro sensibilità. Mi diverto a riempirli di sogni e progetti, a far immaginar loro quanto sarebbe bello vivere in un mondo di caramelle, e li spingo a cercare informazioni su quale sia la strada per arrivarvi, promettendo loro che li potrei accompagnare io quando avessero trovato la mappa. Lo faccio perchè continuino a credere che tutto sia possibile, a non porsi ostacoli mentali, a spaziare conl’immaginazione ed essere convinti di poter dar vita a tutto ciò che possono pensare. Con loro è ancora molto semplice, sono ancora con un piede nel mondo delle fiabe.

Se puoi sognarlo, puoi farlo

Per gli stessi motivi scrivo favole per bambini. A dire il vero sono insoliti raccontini che hanno per protagonisti i più famosi filosofi da bambini. Li descrivo nel loro arrovellarsi con la loro mente da piccoli di cinque-sei anni e ad affrontare la quotidianità già avendo in nuce le teorie che avrebbero poi concepito qualche anno più avanti, ormai adulti. Questo perchè oltre ai bambini amo la filosofia, in particolare quella morale, e ho l’idea che tutti possano avvicinarsi, anche i più piccini, e che, anzi, possa essere molto utile per loro per ampliare i loro orizzonti.

Amo la cucina, tra le altre cose. A dire il vero se fossi sola andrei avanti di zucca. Zucca al forno, crema di zucca, polpette di zucca o chips di zucca. Insomma, basta che sia zucca! Ma amo preparare ricette per gli altri. Mi piace preparare anche ricette molto lunghe, mi piace impastare, curare la lievitazione, attendere con impazienza che la pasta frolla riposi per poi farcirla di marmellata di more. È per questo che quando incontro qualcuno a cui piaccia mangiare vado in brodo di giuggiole e lo rimpinzo di torte e biscotti. Io penso che la felicità sia contagiosa e che in qualche modo si possa trasmettere anche attraverso una calda torta appena sfornata.

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